Segnalo l’articolo di Jeffrey Zeldman “Understanding Web Design” apparso su “A list apart” il 20 novembre scorso. Tratta in maniera perfetta un tema su cui ho sempre riflettuto: troppi siti vengono realizzati per esser “belli da vedere”, “d’effetto”, “stupefacenti”, “incredibili” e via dicendo. Nascono così piccoli o grandi Cattedrali nel deserto: servizi e siti che non guarda nessuno e nessuno usa, o quasi: diciamo perfettamente inutili.
Poi arrivano alcuni web design, quelli veri (pochi a dir la verità) che applicano al web concetti quali “utilità”, “usabilità”, “user driven design”, “pragmatismo”, “web standard” e creano dei siti con un layout essenziale ma perfettamente funzionale allo scopo del sito.
Poi arriva la gente e se ne frega altamente della grafica mozzafiato, delle sfumature, degli elementi grafici elaboratissimi e usa quotidianamente servizi come google, del.icio.us, twitter, facebook, flickr… Nell’articolo Zeldman fa un paragone a mio parere eccezionale: un buon design web dovrebbe essere (non in tutti i casi ovviamente) come il carattere Helvetica: semplice ed essenziale, dovrebbe sparire e sacrificarsi per dare spazio alla comunicazione.
Per chi fosse interessate a questo argomento segnalo inoltre un ottimo testo (solo in inglese e a pagamento, ma costa poco…) scaricabile in pdf da http://www.webdesignfromscratch.com/save-the-pixel-book.cfm di Ben Hunt (quello di Web design from sratch).

